In via Vivarini, a Milano, la riqualificazione di un lotto industriale riconfigura un interno d’isolato complesso in un sistema residenziale compatto, permeabile e misurato.
Il progetto interviene su un comparto produttivo dismesso inserito in un tessuto urbano denso, stratificato e già fortemente costruito. La presenza di corpi di fabbrica eterogenei, profondità irregolari e affacci differenti richiedeva un’operazione capace di ricomporre il lotto senza cancellarne la memoria morfologica, ristabilendo al tempo stesso rapporti più chiari con la strada, con le corti e con il paesaggio minuto dell’isolato milanese.
La proposta trasforma il sedime esistente in un organismo residenziale articolato, composto da volumi di nuova costruzione e da una ridefinizione accurata degli spazi aperti interni. Il progetto lavora per addizione e per sottrazione: costruisce nuovi fronti, apre passaggi, organizza corti, terrazze e coperture praticabili, e introduce una scansione volumetrica capace di alleggerire la massa complessiva. Le facciate alternano superfici compatte, bucature regolari, schermature leggere e innesti puntuali che misurano il passaggio tra la scala domestica e quella urbana. L’intervento ricuce così il margine stradale e struttura un nuovo paesaggio interno, più luminoso, poroso e abitabile.
Luogo
Milano
Superficie
3.100 mq
Designer
CC - FC - MP
La riqualificazione restituisce continuità a un lotto frammentato, trasformando una condizione residuale in una figura urbana riconoscibile. Ne deriva un complesso che non si impone per eccezione formale, ma per precisione del disegno, controllo dei rapporti tra pieni e vuoti e capacità di fare della densità una qualità. Il nuovo assetto interpreta il tema della sostituzione edilizia come occasione di ricomposizione urbana, dando forma a un insediamento misurato, contemporaneo e radicato nella logica dell’isolato milanese.














